Zamenhof: inventore dell’Esperanto



Oggi ricorre il 150° anniversario della nascita di Zamenhof inventore dell’ Esperanto. Zamenhof era un oculista polacco noto come inventore dell’Esperanto linguaggio Universale di derivazione latina con attinenze ad altre lingue dal francese, all’inglese, al tedesco fino al greco e ad alcune lingue slave.

L’Esperanto e’ nato come tentativo di creare un linguaggio di facile apprendimento per persone di lingua diversa. E’ diffuso tramite un movimento internazionale presente in oltre 80 paesi. Con il suo logo Google oggi ha voluto ricordare la nascita dell’inventore dsell’Esperanto.

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1 commento:

  1. Dante Chierico, 16. dicembre 2009, 9:42

    Con l’esperanto, vantaggi economici, politici, e sociali.
    Bisognerebbe essere preoccupati per la gestione dei contatti internazionali. I politici non possono parlare in un modo naturale perché sono dipendenti dagli interpreti. Un errore di traduzione, e questi non sono rari, può provocare conseguenze fatali. Peggio ancora è che la lingua internazionale oggi dominante è l’inglese, una lingua terribilmente difficile da imparare. A causa di motivi di prestigio, molti politici che non hanno l’inglese come lingua madre, vogliono pretendere di conoscerla alla perfezione, mentre di fatto non la conoscono abbastanza bene per partecipare ai dibattiti politici. Questo significa grandi rischi di decisioni difettose perché le decisioni sono prese su traduzioni scorrette e non comprese. Se gli interpreti professionisti traducono scorrettamente, e ciò avviene non di rado, quante volte sbaglieranno i nostri politici?
    Per diventare un’unione ben funzionante e democratica, con cui i cittadini dell’UE si sentono solidali, bisogna introdurre una discussione intraeuropea e forse anche sul piano federale, tra i partiti europei. Per realizzare questo c’è bisogno di una lingua comune tra i membri dell’UE come complemento alle diverse lingue nazionali europee. Nel momento in cui esisterà una lingua dell’UE facile da imparare avremo in poco tempo giornali europei e una discussione intraeuropea.
    I politici non riusciranno mai a mettersi d’accordo per parlare un’unica lingua nazionale in incontri internazionali, in parte per motivi di prestigio ma anche perché questo darebbe troppi vantaggi psicologici, economici e politici a quei paesi in cui tale lingua è quella madre. È un privilegio enorme poter parlare la propria lingua nelle negoziazioni internazionali. Soltanto una lingua neutrale potrebbe essere accettata in tali situazioni, una lingua che sia anche facile da imparare per tutti.
    Dante Chierico 16 12 2009

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