Ripresa Economica, Crisi Economica e Dinamica Inflazione

Dall’analisi dei risultati del terzo trimestre 2009, emerge come continuino a manifestarsi i segnali di ripresa (contenuta) negli U.S.A. dove un dato significativo atteso e’ quello relativo alla dinamica dei prezzi che sebbene nel mese di ottobre hanno segnato un modesto aumento, riduce di fatto il trend annuale discendente. Da cio’ gli analisti traggono un positivo segnale che forse le cose stanno riprendendo il verso giusto. Il progressivo aumento della tendenza alla contrazione dei prezzi che alimentava il rischio deflazionistico sembra per ora scongiurato. Ricordiamo solo che a ‘costruire’ tale trend ha contribuito in misura non trascurabile la discesa del prezzo del greggio durante il 2009.
Il ritorno ad una dinamica inflazionistica (a dire il vero, per ora, siamo ancora in fase deflazionistica) non implica automaticamente che anche i tassi debbano subire variazioni che al momento potrebbero avere solo effetti destabilizzanti e pochi vantaggi.
In ogni caso se c’e’ un elemento che puo’ in qualche misura scongiurare una ripresa dell’inflazione esso e’ costituito dalla capacita’ produttiva ancora in eccesso (e non poco) rispetto alla domanda di beni e servizi.
Anche in Europa si e’ assistito ad una tenue ripresa e dopo quasi un anno e mezzo di risultati negativi, il Prodotto Interno Lordo ha fatto registrare un modesto, ma significativo +0,4 che, sebbene inferiore alle ottimistiche aspettative, fa ben sperare. L’Italia in questo e’ nel gruppetto di testa capeggiato dalla Germania e con la Francia come fanalino di coda.
Sono tenui segnali, forse insufficienti per alimentare reali speranze, tuttavia qualcuno ritiene che ci possano essere le premesse per una ripresa degli investimenti che senza dubbio costituirebbe il volano principale per rimettere in moto l’economia.
Sotto il profilo dei disavanzi sono sotto osservazione da parte della Commissione Europea la Grecia, la Spagna e l’Irlanda.
Mentre e’ stata fissata dall’organismo comunitario una nuova dead line nel 2013 per riportare il rapporto deficit/Pil sotto al 3% va detto che l’invito per un aggiustamento annuo del Pil e’ meno marcato per l’Italia che attualmente e’ sotto la media europea anche se, anche ha fatto notare Joaquin Almunia, Commissario per gli Affari Economici e Monetari UE, l’Italia essendo il Paese che ha perso maggiormente in termini di crescita sta sostenendo uno sforzo maggiore degli altri.
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