Processo breve: contrasti sull’effetto amnistia


Processo breve: contrasti sull’effetto amnistia Tra i vari provvedimenti in programma e ai quali il Premier Silvio Berlusconi attribuisce priorita’ c’ e’ sicuramente il Processo Breve che andrebbe incontro al desiderio di certezza di giustizia che la gente chiede. Anche Fini manda in sostanza a dire che non ci sono preclusioni per quanto riguarda uno snellimento delle procedure giudiziarie, anche se fa presente che il testo deve essere ancora discusso nei dettagli.
E’ abbastanza evidente che, per i risvolti anche personali che il ‘Processo Breve’ potrebbe avere nei riguardi di Silvio Berlusconi, il provvedimento rappresenta uno strumento forte nelle mani di Gianfranco Fini il quale non si lascera’ certo sfuggire l’opportunita’ di sfruttarne i vantaggi.
Il nodo cruciale e’ rappresentato dalle ‘disposizioni transitorie’, cioe’ da quell’insieme di norme che regoleranno i processi ora in corso, Tema sul quale peraltro non manchera’ sicuramente un intervento diretto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Le premesse perche’ si ritorni tutti a ‘tarallucci e vino’ ci sarebbero, ma per arrivarci bisognera’ che tutti facciano un passo indietro riconoscendo di aver esagerato un po’ nei toni e cercando di concedere un po’ di piu’ alle rispettive controparti.
Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, ha gia’ dichiarato che ci sarebbero i soldi per le riforme e per rendere maggiormente efficiente la macchina della giustizia e questo e’ gia’ un buon passo avanti.
Resta un altro nodo da sciogliere: e’ vero che chi ha responsabilita’ di Governo deve poterlo fare ed e’ anche vero che nonostante tutto l’opinione pubblica alla fine e’ d’accordo su una sorta di scudo giudiziale che metta al riparo il Premier da attacchi strumentali, ma per ottenere un simile risultato non e’ comunque tollerabile, come danno collaterale, annullare di fatto migliaia di processi.
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