Halloween 2015: Zucche Dolcetto o Scherzetto


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HALLOWEEN: LE ZUCCHE Un’altra usanza caratteristica della Festa di Halloween e’ la confezione e la preparazione di zucche scavate ed illuminate. Pare che questa usanza discenda da un’altra leggenda irlandese che narra di un certo Jack, noto malfattore, che nella notte di Ognissanti riusci’ ad ingannare il diavolo. Poi pero’ quando mori’ e si reco’ in Paradiso venne respinto e cosi’ anche all’Inferno dove il diavolo riconoscendolo gli lancio’ addosso un tizzone ardente che Jack raccolse e mise in una rapa cava a mo’ di lanterna per farsi luce nel buio alla ricerca di un posto dove andare. Ora la festa di Halloween ha perso tutte le sue connotazioni rimanendo solo una scusa per fare baldoria in compagnia.

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HALLOWEEN, DOLCETTO O SCHERZETTO Trick or treat o come si dice da noi dolcetto o scherzetto e’ la ricorrente frase che i ragazzi travestiti con costumi di Halloween terrificanti come zombi, mostri, fantasmi, streghe e vampiri ripetono di casa in casa (bisognerebbe bussare ad almeno 13 case per assicurarsi la buona sorte) e sembra che tragga la sua origine da una leggenda che racconta che i primi cristiani vagassero di casa in casa chiedendo in elemosina il ‘pane d’anima’, un caratteristico dolce quadrato fatto con l’uva passa, in cambio del quale promettevano di pregare per i defunti nell’intento di tranquillizzarli.

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  • Adriana Defilippi

    Agli inizi del 1900, nei piccoli paesi dell’Istria e del Veneto, accomunati dal dialetto e dalle antiche usanze, nel periodo in cui giungono a maturazione le zucche, era uso sceglierne una bella grande, vuotarla per utilizzarne la polpa (sbollentata e saltata assieme alla cipolla: una delizia di contorno, o di fondo per risotti, pasta, ecc.) e poi intagliarne la scorza con fori simili a occhi, naso e bocca. La zucca veniva posata sul davanzale della finestra ed al calar della sera, al suo interno veniva posata una candela accesa (una stearica, come allora la chiamavano i vecchi). E tutte le case del paese, avevano cos√¨ una illuminazione, riservata solo alla notte tra il 1¬į e il 2 novembre, che piaceva tanto ai bambini. Il mattino seguente i bambini andavano di casa in casa a cantare una strofetta o a recitare qualche poesia; questo, rendeva loro un dono da parte delle famiglie visitate (uova, frutta, qualche dolcetto o, a volte, anche qualche monetina). Altro che invenzione americana! L’unica cosa fatta dagli americani, √® stata quella di portare questa usanza anche nelle grandi citt√† e di stravolgerne il significato, trasformandola in una festa di carnevale.