Fiat: Marchionne duro con l’Italia, meglio la Polonia



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Fiat: Marchionne duro con l’Italia, meglio la Polonia L’intervista da Fabio Fazio dell’A.D. di Fiat Sergio Marchionne ha gelato mezza Italia, piu’ che il maltempo in arrivo.

Marchionne ha detto in sostanza che se la Fiat lasciasse l’Italia ne avrebbe un vantaggio economico. Non si puo’ continuare a lavorare in perdita.

Oltre a questa affermazione il brillante manager italo-canadese ha sentenziato che la Fiat non avrebbe debiti nei confronti dell’Italia e che i vantaggi avuti in passato sono stati ripagati ampiamente. Forse Marchionne si ritiene molto intelligente o forse ritiene gli italiani molto stupidi. Poi ha fatto un azzardato e immeritato paragone tra Italia e Polonia.

Sulle capacita’ lavorative dell’italiano non si dovrebbero avere dubbi se si guarda a come vengono considerati all’estero, ai ruoli che raggiungono, alla stima di cui godono. Forse la differenza sta nelle capacita’ del management.

Tutti concordano che la situazione del lavoro in Italia debba subire un ripensamento sia da parte dei lavoratori che da parte degli imprenditori e soprattutto dei sindacati che in buona parte sono i veri responsabili. Chiunque dotato di buonsenso comprende che bisogna riguadagnare capacita’ produttiva e che e’ necessario equiparare le retribuzioni italiane a quelle degli in vigore negli altri Paesi.

Ma che la responsabilita’ dell’improduttivita’ degli stabilimenti Fiat in Italia sia dei lavoratori e’ insostenibile. Ci sara’ un concorso di colpa, ma la responsabilita’ e’ tutta gestionale, imprenditoriale, di scelte strategiche, di mancata innovazione e di speculazione da parte del management che ora chiede sacrifici solo agli operai e che su quei sacrifici lucrera’ per se’ e per gli azionisti.


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4 commenti:

  1. piero, 25. ottobre 2010, 11:58

    Il sig.marchionne ( marpione che nel nostro dialetto sta ha singnificare gran furbacchione egoista ) che dice di trovarsi male in Italia, ha dimenticato che proprio per L’Italia, lui e i soci stanno troppo bene, ora vuole fuggire e’ lasciare gl’Italiani col culo per terra?
    Complimenti lui non vuole la crisi e vuole tradire L’Italia.

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  2. bibo, 25. ottobre 2010, 22:08

    Polonia 38° per competitivà, Italia 48°. E non solo per i dati consensus di Newsweek.
    Inoltre la produttività oraria/annuale polacca è la seconda dei paesi OCSE: 1980 h/y.
    Ecclatante il dato sul PIL del 2009, anno della crisi. Quello della Polonia è stato l’unico PIL positivo in tutta Europa.
    Il mondo sta cambiando, e la Polonia ha prospettive piu’ rosee dell’Italia che si crede superiore (?): aristopatetica ed aristopatica.
    Chi sa le statistiche sa benissimo che la Polonia è superiore all’Italia, non da oggi.
    p.s. invito anche i piccoli artigiani ad investire in Polonia.

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  3. scintilla, 26. ottobre 2010, 12:06

    x bibo
    da cosa scrive, sicuramente Lei opera in Polonia…potrebbe cortesemente dire in quale zona della Polonia, che tipo di investimenti ha fatto e da quanti anni? Giusto per un confronto che non guasta mai… Le statistiche, le statistiche…

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  4. Anna, 27. ottobre 2010, 12:38

    io seguo parecchie aziende italiane in Polonia, per me il problema piu’ importante e’ che le aziende (di varie dimensioni) hanno un passaggio delle informazioni e delle decisioni troppo lento, cosi i clienti si stufano ad aspettare e passsano ai soliti tedeschi o aziende polacche. La cosa difficile e’ far capire che la concorrenza non aspetta …

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