Discorso del PAPA: Roma 8 dicembre 2009

Chi ha avuto modo di ascoltare le parole del Papa, pronunciate l’ 8 dicembre 2009, in occasione delle funzioni legate alla celebrazione della Madonna Immacolata a Roma in Piazza di Spagna, non ha potuto che rimanere intimamente colpito dalla profondita’ e universalita’ di quelle parole.
Senza necessita’ di strumentalizzare riferimenti che qualcun altro ha fatto agli interventi del leghista Calderoli, e’ impossibile per ogni persona di buon senso non essere d’accordo su quello che dice il Santo Padre.
Ogni giorno assistiamo ad un sistematico processo di amplificazione di avvenimenti negativi ad opera soprattutto dei maggiori organi di informazione, di tutti gli aspetti peggiori dell’animo umano e i media di questo hanno una grave responsabilita’, peraltro giustificata solo dalla solita legge del profitto, il che peggiora ulteriormente la cosa.
Bello il passaggio in cui il Papa descrive come il lettore o spettatore venga portato a considerarsi effettivamente come estraneo ai fatti che vengono descritti e egli stesso non si rende conto di essere invece un attore attivo della vita e che quelle cose gli appartengono.
Tutto questo fa si che si diventi sempre piu’ insensibili a fatti che si ritengono oggetto di notizie e che si ritiene che non ci riguardino direttamente.
Un altro passaggio commovente e’ quello dove il Pontefice fa riferimento alle persone invisibili, al loro sfruttamento da parte dei mass media finche’ rivestono un interesse di audience mostrando peraltro nessuna pieta’ o peggio una falsa pieta’, per poi abbandonarle subito dopo, quando non fanno piu’ notizia.
Questo modo di porsi fa si’ che giorno dopo giorno i cuori della gente assorbendo sempre negativita’ si abituino ad esse, si induriscano e cosi’ la gente diventa sempre piu’ buia, triste, scontrosa e meno felice.
Il duro monito contenuto nel discorso di Papa Ratzinger a Roma rimarra’ come un passaggio importante che, al di la’ della fede religiosa, rappresenta un’attenta analisi del mondo dell’informazione di cui tutti non potranno non tenerne conto.
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