Dennis Gabor, omaggio da Google



Dennis Gabor, omaggio da Google. Dennis Gabor, scienziato ungherese nel 1948 scopri’ l’olografia e cio’ gli valse il premio Nobel nel 1971.

Ora, dopo aver parlato nel post precedente chi era Dennis Gabor, vorremmo approfondire un po’ questo argomento di cui tutti parlano e pochi sanno.

Ma che cos’e’ l’olografia? Il termine Olografia deriva dal greco ‘holos’ tutto e ‘grapho’ scrittura, disegno; in estrema sintesi potremmo dire che una olografia e’ la riproduzione completa di un’immagine.

In altre parole l’Olografia permette di avere la migliore prospettiva tridimensionale di un oggetto. La principale differenza tra l’immagine olografica e l’immagine 3D e’ costituita dal cosiddetto effetto parallasse, cioe’ dal fatto che l’immagine olografica puo’ essere vista da diversi punti di osservazione e da ognuno di questi punti presenta visuali e prospettive diverse mentre l’immagine 3D e’ la proiezione di un oggetto su uno schermo con effetto tridimensionale.

Per ottenere un ologramma occorre che le sorgenti di luce abbiano la stessa coerenza, cioe’ la stessa lunghezza d’onda e fase. Poiche’ pero’ le sorgenti di luce tradizionale con tali caratteristiche non riescono ad essere sufficientemente intense, per poter giungere a qualche risultato in campo olografico, e’ stato necessario sviluppare un nuovo tipo di sorgente luminosa, il Laser.

In parole molto semplici, un ologramma si ottiene mediante l’interferenza di due raggi di luce coerenti uno dei quali viene proiettato sull’oggetto e viene riflesso su una lastra, mentre l’altro viene rivolto direttamente sulla lastra. I due raggi si sovrappongono sulla lastra dando luogo ad una figura di interferenza che costituisce appunto l’ologramma.

Esso non assomiglia all’oggetto originale, ma contiene tutte le informazioni necessarie per riprodurre la luce che proveniva originariamente dall’oggetto.

Se poi l’ologramma viene illuminato con un altro raggio laser come quello diretto sulla lastra, ecco che si decodificano le informazioni e si diffondono onde che ricreano l’onda originaria e l’immagine dell’oggetto.

Questo tipo di applicazione senza lenti in ambito fotografico trova numerosi impieghi nella vita di tutti i giorni come lo dimostrano gli ologrammi sulle carte di credito, sulle copertine dei libri etc.

Un sempre maggior ricorso all’olografia si registra anche in campo artistico dove molti pittori usano queste tecniche da tempo. Anche in campo scientifico e tecnologico le applicazioni olografiche sono in grande espansione nei processi di produzione, in architettura ed il futuro appare sicuramente promettente per l’olografia nei settori dell’informatica e nell’elaborazione dati.

Oggi ricorre il 110mo anniversario della nascita di Dennis Gabor, inventore dell’olografia, e anche Google ha voluto ricordare questo genio, che per questi studi ottenne il premio Nobel nel 1971, facendogli un omaggio attraverso il suo logo che, utilizzando le lettere del nome del motore di ricerca, riproduce un’immagine olografica.

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