Chiuso Megaupload: la Rete insorge

Chiuso Megaupload: la Rete insorge Era gia’ nell’aria e ora e’ accaduto. L’Fbi su mandato del Ministero della Giustizia Usa ha chiuso Megaupload, il piu’ grande sito di condivisione a livello mondiale, arrestandone il fondatore Kim Schmitz ed altri dirigenti accusati di violazione delle leggi del copyright.
Immediata la reazione della Rete e l’indignazione generale degli utenti che usufruivano dei servizi del portale. In particolare Anonymous, un gruppo di hacker che perora la causa della liberta’ assoluta sul web, non ha perso tempo ed ha sferrato un poderoso attacco che pare abbia bloccato per ore i siti di Fbi Ministero Difesa Usa e della Universal Music.
L’intervento degli agenti dell’Fbi e’ stato accolto con reazioni discordanti dall’opinione pubblica, alcune di plauso come quella di Sarkozy, altre di critica anche in considerazione del fatto che questo provvedimento arriva stranamente a ridosso degli scioperi guidati da Wikipedia che hanno indotto il Congresso americano a congelare la discussione sui disegni di legge Sopa e Pipa di tutela del copyright.
D’altra parte in molti si erano gia’ resi conto dell’impopolarita’ di un eventuale provvedimento che sia pure con lo scopo di bloccare la pirateria informatica in realta’ creerebbe il primo caso di vera censura su Internet. Nessuno vuole assumersi la responsabilita’ di appoggiare un bavaglio alla liberta’ di parola, come dimostrano i cambiamenti di fronte dei deputati americani e le affermazioni dello stesso Presidente Obama. da piu’ parti si sostiene che le legislazioni a tutela della proprieta’ intellettuale esistono gia’ e chi opera in dispregio e’ perseguibile. Ed e’ quanto e’ avvenuto.
Va peraltro detto che l’azione di polizia e la relativa prevedibile (e forse prevista) reazione degli hacker ha sortito l’effetto di evidenziare ancora di piu’ il rischio di pirateria insito nel web. Aspettiamoci che prima o poi venga reiterato il tentativo di imbrigliare Internet.
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